TRIBUTO A GIUNI RUSSO

Grazie Giuni Russo

 

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giovedì, 30 ottobre 2008
PER NON DIMENTICARE GIUNI

Intervista di Francesco Belais

Giuni-history02 "Il nostro è stato un legame di anime che si riconoscono e che sanno di appartenersi da sempre e per sempre"

Maria Antonietta Sisini, compagna da sempre di Giuni, nella vita e nell'arte lo scrive nel libretto allegato al cofanetto Giuni Russo ( uscito un anno dopo la scomparsa dell'artista )  in cui si possono trovare anche bellissime foto a testimonianza del loro forte legame :

"Voglio che Giuni sia conosciuta per quella che è, e siccome qualcosa è mancato, allora continuerò a farlo io -  scrive la stessa nel libretto,  - ma voglio intorno a me gente che lavori con amore, perché in questo cofanetto c'è tutto il mio amore. Sento molto la sua mancanza, ma so che se lei fosse ancora qui con noi, lo avremmo fatto proprio così. Negli anni lei mi ha spinto molte volte ad apparire, ma sono sempre voluta rimanere nell'ombra, le sono sempre stata dietro e così continuerò a fare.

Dal 1988 in poi per Giuni le serrande della musica leggera si erano abbassate, per questo ho scelto di ripubblicare questo cd. Da allora in poi Giuni aveva cominciato a cantare per enti lirici e così, come si dice, sbarcavamo il lunario, lontano dalla musica leggera, perché il suo amore, la sua vita era il canto. I discografici volevano che lei sfornasse sempre successi, volevano spremerla e buttarla, così come accadeva negli anni '80.

Lei, invece, voleva evolversi in un percorso artistico ed interiore perché - come sempre sosteneva - rimanendo fermi in realtà si va indietro. Continuerò a combattere da sola affinché si pubblichino le sue cose, come lei avrebbe voluto se fosse ancora qui. Sarà ripubblicata la discografia passata così come il lavoro accantonato, inediti in studio, provini ed altro materiale. Giuni è patrimonio artistico italiano e non deve essere dimenticata.

Vorrei anche lavorare ad un libro di aneddoti e foto per far conoscere meglio il carattere e la personalità di Giuni, sembrava schiva ed invece era simpaticissima e sempre con la battuta pronta. Ho deciso questa prima pubblicazione solo in luglio ed essendo molto coinvolta mi sono dovuta consultare con altre persone, poi ho telefonato a Batman (così io chiamo Battiato) che ha fatto da supervisor". 

Giuni-history05 Antonietta, per gay.it, vuoi raccontarmi qualcosa in più sul tuo rapporto con Giuni?

Io, in questo anno, ho riflettuto molto su me e Giuni e sono arrivata a questa elaborazione che mi sembra la più adatta. Ci siamo conosciute che Giuni aveva 16 anni ed io 17. Tutta questa vita insieme è una cosa straordinaria, spesso le coppie si prendono, si lasciano, si tradiscono, invece il nostro è stato un incontro di anime che si sono riconosciute, a quel tempo inconsapevolmente, ma che già da allora sapevano di appartenersi da sempre e per sempre. Questo è. C'era qualcosa di interiore molto forte che ci legava. Io ero la figlia, la mamma, il padre, il fratello, la sorella, la compagna, l'amica, il suo tutto. Sono stata fortunata ad incontrarla, anche se sono sfortunata adesso che lei non c'è più. Ne sento una grande mancanza e non riuscirò a superarla, anche se sembro serena.

Loredana Bertè nel presentare il suo disco ha detto che l'ambiente della musica è molto maschilista, non è molto accettato che sia una donna ad imporsi con i musicisti e con i fonici.

È vero, non è accettato.

Quindi questo vostro sodalizio artistico ed umano vi ha creato difficoltà nell'ambiente? Quella chiusura delle serrande di cui parlavi prima è anche dovuto a questo?

Giuni-history03 Figurati, noi eravamo addirittura due donne. È vero che il mondo è maschilista e questo in fondo lo avevamo anche accettato. Il fatto di noi due incuteva timore in certi uomini. Non c'era apertura.

Siete mai state oggetto di pettegolezzi?

Be' sì è capitato molte volte. Giuni era molto affascinante ed aveva tanti e tante pretendenti, ma lei su questo fronte era una donna estremamente seria, quando lavorava non esisteva altro.

Dove vi siete conosciute?

Io e Giuni ci siamo incontrate nel primo locale gay che avevano fatto a Milano, a Quinto Sole e si chiamava Quinto Notte. Siccome eravamo minorenni non ci facevano entrare, io e lei stazionavamo nel bar di fronte poiché la sala da ballo non era accessibile. Abbiamo così cominciato a parlare ed a confrontarci sul piano musicale perché io all'epoca suonavo con un gruppo rock. Lei mi disse che sarebbe venuta a sentirmi, lo fece e… così fu!

In questo periodo si parla molto di questi PaCS, del riconoscimento delle coppie di fatto; se Giuni ci fosse ancora avresti voluto fare con lei questo tipo di passo?

Noi abbiamo sempre pensato che la spettacolarizzazione dei gay pride sia un po' inutile: una persona è quella che è, il ghettizzarsi, il mettersi nella scatoletta è un errore da parte di tutti. Quando facciamo certe manifestazioni dobbiamo essere noi stessi, non dovremmo fare una baracconata. Ognuno è libero di farlo ma, secondo me, non ci sarebbe bisogno perché noi siamo delle persone come tutte le altre ed a chi osa dire che siamo diversi io rispondo: No ti sbagli, siamo tutti uguali. Inutile dire io sono bianco, io sono nero, io sono gay. E allora? E così la pensava anche Giuni, è una cosa talmente normale. Sin da bambina la mia condizione mi era chiara e per me era normale.

Quindi saresti favorevole a queste unioni?

Giuni-history04Certo che sì, io con Giuni sono stata fortunata di poterla assistere nella sua malattia perché, come ho detto prima, io ero la sua famiglia e lei era la mia. Per 36 anni siamo state noi due e stavamo bene. I suoi erano lontani in Sicilia, i miei lontani in Sardegna, due isole, c'è di mezzo il mare ed è andata così. Sono stata fortunata, ripeto, ma so che altre coppie hanno un sacco di problemi e dispiaceri perché le famiglie si mettono in mezzo. Sono quindi favorevolissima.

Allora speriamo bene!

Sono certa che andrà bene!

Ti faccio tanti in bocca al lupo e grazie per questo lavoro che stai facendo, anche in nome di tutti quelli che hanno amato ed amano Giuni Russo.

Io mi sento che Giuni sarà sempre più scoperta ed amata ed il grazie va solo a lei, perché è lei che ci comunica e ci dà quelle emozioni, io sono solamente un mezzo e spero di poterlo fare ancora.

Intervista completa su:

 

Postato da: Velvet  a 08:11 | link | commenti (4)
interviste, maria antonietta sisini

lunedì, 25 aprile 2005
Il carmelo di Echt

Giuni Russo interpreta Il carmelo di Echt  versione Live Auditorium di Milano.

Il Carmelo Di Echt

 ( juri camisasca )

 

 

 E per vivere in solitudine nella pace e nel silenzio

 Ai confini della realtà

 Mentre ad Auschwitz soffiava forte il vento

 E ventilava la pietà

 Hai lasciato le cose del mondo

 Il pensiero profondo dai voli insondabili

 Per una luce che sentivi dentro

 Le verità invisibili

 Dove sarà Edith Stein?

 Dove sarà?

 I mattini di maggio riempivano l’aria i profumi nei chiostri

 Del carmelo di Echt.

 Dentro la clausura qualcuno che passava

 Selezionava gli angeli

 E nel tuo desiderio di cielo

 Una voce nell’aria si udì: “gli ebrei non sono uomini”

 E sopra un camion o una motocicletta che sia

 Ti portarono ad Auschwitz.

 Dove sarà Edith Stein?

 Dove sarà?

 I mattini di maggio riempivano l’aria i profumi nei chiostri

 Nel carmelo di Echt

 Dove sarà Edith Stein?

 Dove sarà?

 E per vivere in solitudine nella pace e nel silenzio

 Nel carmelo del cielo

Battiato- ll carmelo di echt (Conde Duque- Madrid- 16-07-08

EdithSteinEdith Stein, nata a Breslavia (oggi Wroclaw città polacca), divenuta suora con il nome di Teresa Benedetta della Croce, morì nel 1942 ad Auschwitz. Nel corso di un lungo processo di ricerca spirituale, che sfociò anche nell'ateismo, Edith che era  nata da una famiglia di religione ebraica, dopo aver letto una biografia di santa Teresa d'Avila,  si convertì al cattolicesimo andando ad insegnare in una scuola domenicana e rinunciando così ad un incarico prestigioso all'Università di Friburgo al seguito di Husserl. Nel 1934 entrò nel convento Carmelitano di Colonia  dove scrisse Endliches und ewiges Sein ("Essere finito ed essere eterno") dove cercò di far convergere gli insegnamenti dei suoi due maestri spirituali  Tommaso d'Aquino e Husserl.

Nella prima fase dell'insediamento di Hitler al potere Edith Stein si attivò, scrivendo invano anche al futuro papa Pio XII implorandolo di non tacere più e di denunciare le persecuzioni contro gli ebrei. Con coraggio e lucidità scrisse:

«Si tratta di un fenomeno che provocherà molte vittime. Si può pensare che gli sventurati che ne saranno colpiti non avranno abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. Ma la responsabilità di tutto ciò ricade tanto su coloro che li spingono verso questa tragedia, tanto su coloro che tacciono. Non solo gli ebrei, ma anche i fedeli cattolici attendono da settimane che la Chiesa faccia sentire la sua voce contro un tale abuso del Nome di Cristo da parte di un regime che si dice cristiano (...) L'idolatria della razza, con la quale la radio martella le masse, non è di fatto un'eresia esplicita? (...) Noi temiamo il peggio per l'immagine mondiale della Chiesa se il silenzio si prolungherà ulteriormente.»

Fu tutto inutile e nonostante i trasferimenti a scopo protettivo a cui fu sottoposta in quanto di origine ebrea venne deportata insieme alla sorella, anche lei convertitasi al cattolicesimo, ad Auschwitz dove entrambe furono uccise nelle camere a gas.

Nel 1998 venne canonizzata e nominata compatrona d'Europa.

Postato da: Velvet  a 16:47 | link | commenti (4)
testi

venerdì, 24 dicembre 2004

Un Meraviglioso Buon Natale anche da me per Tutti, ricco di ciò che è L' essenziale amore, gioia, fede

Postato da: Velvet  a 09:42 | link | commenti

Tanti auguri di buon Natale e di un felice anno nuovo a tutti!

Yuri

http://www.giunirusso.tk

P.S. Vi ricordo che il 30 dicembre, alle ore 23.00, sul canale digitale Rai Doc (canale 872 di Sky) andrà in onda la sesta ed ultima puntata  del programma "Bitte, keine réclame" di Franco Battiato, nel corso della quale verrà tramessa "La sua figura" di Giuni Russo. Il programma andrà in replica a gennaio 2005 su Rai 2.

Postato da: Velvet  a 07:21 | link | commenti (2)

sabato, 27 novembre 2004

Aggiornamenti sul primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo

http://www.webalice.it/giunirusso

http://www.giunirusso.tk

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Aggiunta, nella sezione "Arts & Graphics", la poesia "La prima notte" di Ivan Cattaneo, dedicata a Giuni.

Quattro nuovi racconti - alcuni li avrete già letti - nella sezione "Ricordi" del Sito:
- un nuovo ricordo di Antonio Carratura (18 novembre 2004);
- il ricordo di Cristiana Dobner, carmelitana scalza (17 settembre 2004);
- il ricordo di Sebastiano Romeo, nipote di Giuni;
- il ricordo di Platinette (14 settembre 2004).

Aggiornate le sezioni della Discografia relative agli album "Giuni" e "Album".

Ciao,
Yuri

Postato da: Velvet  a 10:54 | link | commenti (3)

giovedì, 21 ottobre 2004

Aggiornamenti sul primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo

http://www.webalice.it/giunirusso

http://www.giunirusso.tk

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Numerose novità in "Discografia":

- 1975 Milk of paradise/I've drunk in my dream
BASF (45 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 1983 Good Good-Bye/Un'estate al mare (Francia)
CGD/ARABELLA (45 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 1988 A casa di Ida Rubinstein
L’OTTAVA/EMI (33 giri e CD) ///AGGIUNTA LA COPERTINA DEL CD;
- 1983 Un'estate al mare
CGD (33 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 1987 Sere d'agosto
CGD (33 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 1989 I successi di Giuni Russo
SPINNAKER/RICORDI (33 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 2004 Voce che grida
NAR (2 CD) ///NUOVA SEZIONE;
- 1972 nell'album "Ys" del "Balletto di bronzo"
POLYDOR (33 giri) ///SEZIONE AGGIORNATA;
- 1972 nell'album "I mali del secolo" di Adriano Celentano
CLAN (33 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 2001 in "Un'estate al mare" (live version)
SONY (2 CD "La notte vola") ///NUOVA SEZIONE;
- 1977 di “Selvaggio” (Malgioglio/G.Romeo/Sisini), Iva Zanicchi
Ri-fi Record (45 giri "Mal d'amore/Selvaggio", 1977 ~ 33 giri “Con La voglia di te”, 1978, ristampato in CD nel 2000) //AGGIUNTA LA COPERTINA DEL 45 GIRI.

***

Ricordo agli interessati l'appuntamento in chat venerdì sera alle ore 21.30.

Ciao a tutti!
Yuri

P.S. Se qualcuno sa qualcosa dei brani "Uomo" (scritto da Junie Russo per Paolo Mengoli, 1975-1976(?)) e "Everybody" (scritto e cantato da Junie Russo, sigla del Cantagiro, 1976-1977(?)) per favore mi faccia sapere.

Postato da: Velvet  a 18:00 | link | commenti

mercoledì, 20 ottobre 2004

 

Lettera al Governatore della Libia

 ( Battiato 1989 )

 
 

Presso una casa antica e bella

Piena di foto di regine e di bandiere

Aspettavamo il console italiano

La fine dell'estate fu veloce

Nuvole nere in cielo e qualche foglia in terra

Carico di lussuria si presentò l'autunno di Bengasi

Lo sai che è desiderio della mano l'impulso di toccarla

Ho scritto già una lettera al governatore della Libia

I trafficanti d'armi occidentali

Passano coi ministri a fianco alle frontiere

Andate a far la guerra a Tripoli

Nel cielo vanno i cori dei soldati

Contro Al Mukhtar e Lawrence d'Arabia

Con canti popolari da osteria

Lo sai che quell'idiota di Graziani farà una brutta fine.

Ho scritto già una lettera al governatore della Libia

Ho scritto già una lettera al governatore della Libia

 
 
Nel gennaio 1930 il generale Rodolfo Graziani viene nominato vicegovernatore della Cirenaica (  la Cirenaica è la zona più ricca della Libia, l’altopiano del Gebel in particolare, grazie alla presenza di piogge, offre maggiori possibilità di coltivazione e di allevamento del bestiame che nel resto del Paese ) e affianca il governatore Pietro Badoglio nell’attuazione della "fase finale" della repressione della resistenza antitaliana, guidata da Omar al-Mukhtar. Si apre una guerra senza quartiere: viene attuato un piano di deportazioni delle tribù seminomadi che appoggiano i ribelli, si ordina di impiccare i capi ribelli catturati, viene emanato un proclama i cui si afferma che se il nemico non si piega, sarebbe stato sterminato: ogni cosa sarebbe stata distrutta, le proprietà confiscate, i colpevoli puniti persino nelle loro famiglie; vengono istituiti tribunali volanti con diritto di morte per reati quali il possesso di armi da fuoco o il pagamento di tributi ai ribelli; viene permesso l’utilizzo di strumenti bombe ad aggressivi chimici, come testimonia un dispaccio di Badoglio al vicegovernatore Siciliani del 10 gennaio 1930: "Continui rastrellamenti e vedrà che salterà fuori ancora qualcosa. Si ricordi che per Omar al-Mukhtar occorrono due cose: primo, ottimo servizio di informazioni; secondo, una buona sorpresa con aviazione e bombe iprite. Spero che dette bombe le saranno mandate al più presto".
La riconquista della Cirenaica dura circa due anni e si conclude con un impressionante bilancio di vittime tra la popolazione.

CHI ERA OMAR MUKHTAR?

Anthony Quinn: Omar Mukhtar

Il 16 settembre ricorre l'anniversario dell'assassinio di Omar Mukhtar, eroe della resistenza libica prima contro i turchi e, successivamente, contro i colonizzatori italiani. Il vecchio capo dei partigiani della Montagna Verde fu circondato e catturato in Cirenaica, insieme ad una trentina di suoi uomini, il giorno 13 settembre 1931 e condotto a Bengasi il giorno dopo. Fu portato davanti ad una corte militare per alto tradimento il giorno 15. Subì un processo-farsa che portò in cella anche il suo difensore d'ufficio (il capitano Roberto Lontano, accusato di aver interpretato troppo scrupolosamente il proprio ruolo).
La scontata condanna a morte fu eseguita all'alba di mercoledì 16 settembre, per impiccagione pubblica davanti a ventimila suoi compatrioti, nel campo di concentramento di Soluk.
I generali fascisti e il governo Mussolini avevano fretta di far fuori l'ottantenne che aveva reso le loro notti insonni, alla testa di un piccolo gruppo di partigiani mal armati, ma che conoscevano bene il territorio ed avevano il sostegno della popolazione. Il dominio colonialista italiano, fino a quel momento, era garantito solo nei centri abitati della costa.
Non sfugge a nessuno l'incongruenza dell'accusa di alto tradimento, e Omar Mukhtar fece osservare alla corte militare che lui non era mai stato cittadino italiano, né aveva mai accettato la sottomissione al potere coloniale. Ma la condanna a morte, in modo esemplare, serviva per soffocare ogni minima tentazione dei libici di cercare una speranza di libertà. E così fu; dopo l'assassinio di Omar Mukhtar, la resistenza armata libica non compì nessun'azione di rilievo e la maggior parte dei partigiani si rifugiò in Egitto, per riorganizzare il ritorno negli anni quaranta al seguito delle truppe inglesi. Questa pagina nera della storia d'Italia è stata relegata nell'oblio, i libri di testo difficilmente ne parlano in termini critici; al massimo citano le "opere di civilizzazione che il lavoro italiano era andato a costruire in quelle lande deserte", oppure descrivono, rimasticando la propaganda fascista di allora, "le azioni dei valorosi soldati di Roma contro le bande della barbarie". Un silenzio scandaloso, una rimozione collettiva al limite del grottesco, se si pensa che agli inizi degli anni ottanta,

OMAR MUKHTAR - IL LEONE DEL DESERTO
di Moustapha Akkad , con Anthony Quinn, Rod Steiger, Raf Vallone Libia
1979, 150 min


Tra Hollywood e Tripoli, come titola Nigrizia, regista siriano di origine,
americano di nazionalità. Cast straordinario: Antony Quinn è il volto e lo
sguardo di Omar, Oliver Reed è un gelido Rodolfo Graziani, Rod Steiger un
Mussolini irato e nervoso, poi Gastone Moschin e Raf Vallone due ufficiali
italiani.
Il film racconta la vita e la lotta dell'eroe della resistenza libica Omar
al Muktar (1862-1931)
Il vecchio partigiano ha l'aria stanca e dignitosa. Ha 73 anni e da dieci
non fa altro che combattere. Non si oppone al suo destino. Omar Muktar legge
il Corano, poi lo richiude come se una visita improvvisa lo avesse
interrotto, alza la testa, si toglie gli occhiali. Il boia fa ciò che deve
fare.
Solluch 11 settembre 1931, la speranza della ribellione svanisce con lui. Il
"leone del deserto", il saggio maestro di religione, uomo delle montagne,
ribelle per la sua terra contro l'occupazione italiana è morto.
Impiccato dagli italiani e dallo spietato governatore della Cirenaica,
Rodolfo Graziani.
La nostra censura arrivò a vietare la proiezione del film Omar Mukhtar, il leone del deserto, del regista statunitense di origine araba, Mustafà Akkad.

Postato da: Velvet  a 07:14 | link | commenti
testi

martedì, 19 ottobre 2004

Il primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo

http://www.webalice.it/giunirusso

http://www.giunirusso.tk

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Come anticipato "Voce che grida" (NAR, 2004) comprende 2 cd, il primo identico a "Irradiazioni" (NAR, 2003), il secondo a "Voce prigioniera (live)" (NAR, 1998).
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Visti i voti del sondaggio e visto il riscontro del primo appuntamento di domenica sera nuovo appuntamento in chat venerdì sera ore 21.30.
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Presto nuovi aggiornamenti.

Ciao a tutti!
Yuri








Postato da: Velvet  a 21:54 | link | commenti

sabato, 16 ottobre 2004

Aggiornamenti sul primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo

http://www.webalice.it/giunirusso

http://www.giunirusso.tk

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Un nuovo disegno ("Keiko") di Luigi Pedretti nella sezione "Arts&Graphics".

Quattro nuovi articoli nella sezione "Magazines":
- "Addio a Giuni Russo fu la voce dell'estate al mare": di Carlo Moretti, tratto da "La Repubblica" (15 settembre 2004, p. 45);
- "Giuni Russo, addio a un canto libero": di Federico Vacalebre, tratto da "Il Mattino" (15 settembre 2004, p. 23);
- "Good good bye Giuni": di Marco Mazzola, tratto da "Liberazione" (15 settembre 2004, p. 16);
- "Addio Giuni Voce d'autore": di Maria Elena Vittorietti, tratto dal "Giornale di Sicilia" (15 settembre 2004, p. 42).

Ciao a tutti,
Yuri






Postato da: Velvet  a 10:47 | link | commenti

mercoledì, 13 ottobre 2004

Aggiornamenti sul primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo

http://www.webalice.it/giunirusso

http://www.giunirusso.tk

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Nuovi links nella sezione "Links e Contatti".

Un nuovo ricordo nella sezione "Ricordi".

In "Discografia" aggiunta la copertina dell'edizione portoghese del 45 giri "Soli noi/La chiave" e leggermente ampliata la sezione dedicata a "Black image".

Visti i risultati del sondaggio (si può ancora votare), proporrei per gli interessati un primo tentativo di appuntamento nella chat del sito domenica sera alle ore 21.00 circa.

Ciao a tutti!
Yuri


Postato da: Velvet  a 15:40 | link | commenti

 
 


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