|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Grazie Giuni Russo
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Nella prima fase dell'insediamento di Hitler al potere Edith Stein si attivò, scrivendo invano anche al futuro papa Pio XII implorandolo di non tacere più e di denunciare le persecuzioni contro gli ebrei. Con coraggio e lucidità scrisse: «Si tratta di un fenomeno che provocherà molte vittime. Si può pensare che gli sventurati che ne saranno colpiti non avranno abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. Ma la responsabilità di tutto ciò ricade tanto su coloro che li spingono verso questa tragedia, tanto su coloro che tacciono. Non solo gli ebrei, ma anche i fedeli cattolici attendono da settimane che la Chiesa faccia sentire la sua voce contro un tale abuso del Nome di Cristo da parte di un regime che si dice cristiano (...) L'idolatria della razza, con la quale la radio martella le masse, non è di fatto un'eresia esplicita? (...) Noi temiamo il peggio per l'immagine mondiale della Chiesa se il silenzio si prolungherà ulteriormente.» Fu tutto inutile e nonostante i trasferimenti a scopo protettivo a cui fu sottoposta in quanto di origine ebrea venne deportata insieme alla sorella, anche lei convertitasi al cattolicesimo, ad Auschwitz dove entrambe furono uccise nelle camere a gas. Nel 1998 venne canonizzata e nominata compatrona d'Europa. Postato da:
Velvet
a 16:47 |
link | commenti (4)
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
Un Meraviglioso Buon Natale anche da me per Tutti, ricco di ciò che è L' essenziale amore, gioia, fede |
Tanti auguri di buon Natale e di un felice anno nuovo a tutti! Yuri P.S. Vi ricordo che il 30 dicembre, alle ore 23.00, sul canale digitale Rai Doc (canale 872 di Sky) andrà in onda la sesta ed ultima puntata del programma "Bitte, keine réclame" di Franco Battiato, nel corso della quale verrà tramessa "La sua figura" di Giuni Russo. Il programma andrà in replica a gennaio 2005 su Rai 2.![]()
Aggiornamenti sul primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo ********************************************* Aggiunta, nella sezione "Arts & Graphics", la poesia "La prima notte" di Ivan Cattaneo, dedicata a Giuni.
Quattro nuovi racconti - alcuni li avrete già letti - nella sezione "Ricordi" del Sito:
- un nuovo ricordo di Antonio Carratura (18 novembre 2004);
- il ricordo di Cristiana Dobner, carmelitana scalza (17 settembre 2004);
- il ricordo di Sebastiano Romeo, nipote di Giuni;
- il ricordo di Platinette (14 settembre 2004).
Aggiornate le sezioni della Discografia relative agli album "Giuni" e "Album".
Ciao,
Yuri
Aggiornamenti sul primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo http://www.webalice.it/giunirusso ********************************************* Numerose novità in "Discografia": - 1975 Milk of paradise/I've drunk in my dream
BASF (45 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 1983 Good Good-Bye/Un'estate al mare (Francia)
CGD/ARABELLA (45 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 1988 A casa di Ida Rubinstein
L’OTTAVA/EMI (33 giri e CD) ///AGGIUNTA LA COPERTINA DEL CD;
- 1983 Un'estate al mare
CGD (33 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 1987 Sere d'agosto
CGD (33 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 1989 I successi di Giuni Russo
SPINNAKER/RICORDI (33 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 2004 Voce che grida
NAR (2 CD) ///NUOVA SEZIONE;
- 1972 nell'album "Ys" del "Balletto di bronzo"
POLYDOR (33 giri) ///SEZIONE AGGIORNATA;
- 1972 nell'album "I mali del secolo" di Adriano Celentano
CLAN (33 giri) ///NUOVA SEZIONE;
- 2001 in "Un'estate al mare" (live version)
SONY (2 CD "La notte vola") ///NUOVA SEZIONE;
- 1977 di “Selvaggio” (Malgioglio/G.Romeo/Sisini), Iva Zanicchi
Ri-fi Record (45 giri "Mal d'amore/Selvaggio", 1977 ~ 33 giri “Con La voglia di te”, 1978, ristampato in CD nel 2000) //AGGIUNTA LA COPERTINA DEL 45 GIRI.
***
Ricordo agli interessati l'appuntamento in chat venerdì sera alle ore 21.30.
Ciao a tutti!
Yuri ![]()
P.S. Se qualcuno sa qualcosa dei brani "Uomo" (scritto da Junie Russo per Paolo Mengoli, 1975-1976(?)) e "Everybody" (scritto e cantato da Junie Russo, sigla del Cantagiro, 1976-1977(?)) per favore mi faccia sapere.
Lettera al Governatore della Libia ( Battiato 1989 ) Presso una casa antica e bella Piena di foto di regine e di bandiere Aspettavamo il console italiano La fine dell'estate fu veloce Nuvole nere in cielo e qualche foglia in terra Carico di lussuria si presentò l'autunno di Bengasi Lo sai che è desiderio della mano l'impulso di toccarla Ho scritto già una lettera al governatore della Libia I trafficanti d'armi occidentali Passano coi ministri a fianco alle frontiere Andate a far la guerra a Tripoli Nel cielo vanno i cori dei soldati Contro Al Mukhtar e Lawrence d'Arabia Con canti popolari da osteria Lo sai che quell'idiota di Graziani farà una brutta fine. Ho scritto già una lettera al governatore della Libia Ho scritto già una lettera al governatore della Libia CHI ERA OMAR MUKHTAR? Il 16 settembre ricorre l'anniversario dell'assassinio di Omar Mukhtar, eroe della resistenza libica prima contro i turchi e, successivamente, contro i colonizzatori italiani. Il vecchio capo dei partigiani della Montagna Verde fu circondato e catturato in Cirenaica, insieme ad una trentina di suoi uomini, il giorno 13 settembre 1931 e condotto a Bengasi il giorno dopo. Fu portato davanti ad una corte militare per alto tradimento il giorno 15. Subì un processo-farsa che portò in cella anche il suo difensore d'ufficio (il capitano Roberto Lontano, accusato di aver interpretato troppo scrupolosamente il proprio ruolo). OMAR MUKHTAR - IL LEONE DEL DESERTO
Nel gennaio 1930 il generale Rodolfo Graziani viene nominato vicegovernatore della Cirenaica ( la Cirenaica è la zona più ricca della Libia, l’altopiano del Gebel in particolare, grazie alla presenza di piogge, offre maggiori possibilità di coltivazione e di allevamento del bestiame che nel resto del Paese ) e affianca il governatore Pietro Badoglio nell’attuazione della "fase finale" della repressione della resistenza antitaliana, guidata da Omar al-Mukhtar. Si apre una guerra senza quartiere: viene attuato un piano di deportazioni delle tribù seminomadi che appoggiano i ribelli, si ordina di impiccare i capi ribelli catturati, viene emanato un proclama i cui si afferma che se il nemico non si piega, sarebbe stato sterminato: ogni cosa sarebbe stata distrutta, le proprietà confiscate, i colpevoli puniti persino nelle loro famiglie; vengono istituiti tribunali volanti con diritto di morte per reati quali il possesso di armi da fuoco o il pagamento di tributi ai ribelli; viene permesso l’utilizzo di strumenti bombe ad aggressivi chimici, come testimonia un dispaccio di Badoglio al vicegovernatore Siciliani del 10 gennaio 1930: "Continui rastrellamenti e vedrà che salterà fuori ancora qualcosa. Si ricordi che per Omar al-Mukhtar occorrono due cose: primo, ottimo servizio di informazioni; secondo, una buona sorpresa con aviazione e bombe iprite. Spero che dette bombe le saranno mandate al più presto".
La riconquista della Cirenaica dura circa due anni e si conclude con un impressionante bilancio di vittime tra la popolazione.

La scontata condanna a morte fu eseguita all'alba di mercoledì 16 settembre, per impiccagione pubblica davanti a ventimila suoi compatrioti, nel campo di concentramento di Soluk.
I generali fascisti e il governo Mussolini avevano fretta di far fuori l'ottantenne che aveva reso le loro notti insonni, alla testa di un piccolo gruppo di partigiani mal armati, ma che conoscevano bene il territorio ed avevano il sostegno della popolazione. Il dominio colonialista italiano, fino a quel momento, era garantito solo nei centri abitati della costa.
Non sfugge a nessuno l'incongruenza dell'accusa di alto tradimento, e Omar Mukhtar fece osservare alla corte militare che lui non era mai stato cittadino italiano, né aveva mai accettato la sottomissione al potere coloniale. Ma la condanna a morte, in modo esemplare, serviva per soffocare ogni minima tentazione dei libici di cercare una speranza di libertà. E così fu; dopo l'assassinio di Omar Mukhtar, la resistenza armata libica non compì nessun'azione di rilievo e la maggior parte dei partigiani si rifugiò in Egitto, per riorganizzare il ritorno negli anni quaranta al seguito delle truppe inglesi. Questa pagina nera della storia d'Italia è stata relegata nell'oblio, i libri di testo difficilmente ne parlano in termini critici; al massimo citano le "opere di civilizzazione che il lavoro italiano era andato a costruire in quelle lande deserte", oppure descrivono, rimasticando la propaganda fascista di allora, "le azioni dei valorosi soldati di Roma contro le bande della barbarie". Un silenzio scandaloso, una rimozione collettiva al limite del grottesco, se si pensa che agli inizi degli anni ottanta,
di Moustapha Akkad , con Anthony Quinn, Rod Steiger, Raf Vallone Libia
1979, 150 min
americano di nazionalità. Cast straordinario: Antony Quinn è il volto e lo
sguardo di Omar, Oliver Reed è un gelido Rodolfo Graziani, Rod Steiger un
Mussolini irato e nervoso, poi Gastone Moschin e Raf Vallone due ufficiali
italiani.
Il film racconta la vita e la lotta dell'eroe della resistenza libica Omar
al Muktar (1862-1931)
Il vecchio partigiano ha l'aria stanca e dignitosa. Ha 73 anni e da dieci
non fa altro che combattere. Non si oppone al suo destino. Omar Muktar legge
il Corano, poi lo richiude come se una visita improvvisa lo avesse
interrotto, alza la testa, si toglie gli occhiali. Il boia fa ciò che deve
fare.
Solluch 11 settembre 1931, la speranza della ribellione svanisce con lui. Il
"leone del deserto", il saggio maestro di religione, uomo delle montagne,
ribelle per la sua terra contro l'occupazione italiana è morto.
Impiccato dagli italiani e dallo spietato governatore della Cirenaica,
Rodolfo Graziani.
La nostra censura arrivò a vietare la proiezione del film Omar Mukhtar, il leone del deserto, del regista statunitense di origine araba, Mustafà Akkad.
Il primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo http://www.webalice.it/giunirusso ********************************************* Come anticipato "Voce che grida" (NAR, 2004) comprende 2 cd, il primo identico a "Irradiazioni" (NAR, 2003), il secondo a "Voce prigioniera (live)" (NAR, 1998).
*****************************
Visti i voti del sondaggio e visto il riscontro del primo appuntamento di domenica sera nuovo appuntamento in chat venerdì sera ore 21.30.
*****************************
Presto nuovi aggiornamenti.
Ciao a tutti!
Yuri
Aggiornamenti sul primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo http://www.webalice.it/giunirusso ********************************************* Un nuovo disegno ("Keiko") di Luigi Pedretti nella sezione "Arts&Graphics". Quattro nuovi articoli nella sezione "Magazines": Ciao a tutti,
- "Addio a Giuni Russo fu la voce dell'estate al mare": di Carlo Moretti, tratto da "La Repubblica" (15 settembre 2004, p. 45);
- "Giuni Russo, addio a un canto libero": di Federico Vacalebre, tratto da "Il Mattino" (15 settembre 2004, p. 23);
- "Good good bye Giuni": di Marco Mazzola, tratto da "Liberazione" (15 settembre 2004, p. 16);
- "Addio Giuni Voce d'autore": di Maria Elena Vittorietti, tratto dal "Giornale di Sicilia" (15 settembre 2004, p. 42).
Yuri
Aggiornamenti sul primo Sito Non Ufficiale di Giuni Russo http://www.webalice.it/giunirusso ********************************************* Nuovi links nella sezione "Links e Contatti". Un nuovo ricordo nella sezione "Ricordi". In "Discografia" aggiunta la copertina dell'edizione portoghese del 45 giri "Soli noi/La chiave" e leggermente ampliata la sezione dedicata a "Black image". Visti i risultati del sondaggio (si può ancora votare), proporrei per gli interessati un primo tentativo di appuntamento nella chat del sito domenica sera alle ore 21.00 circa. Ciao a tutti!
Yuri ![]()
Contatore |
visitato *loading* volte
|