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Grazie Giuni Russo
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Postato da:
G.Capone a 16:39 |
link | commenti
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| 1981 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Giuni Russo Di Martino Franco Battiato |
L'attesa (ascolta)
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Come stai mi chiese a un tratto |
| - bene grazie dissi, e tu |
| non c'è male, e poi distratto |
| guarda che acqua viene giù |
| ....vuoi davvero.... vuoi davvero |
| ....vuoi davvero |
| Quante volte stessi pensieri |
| ferma dietro la casa |
| ad aspettare che tu uscissi |
| e seguirti poi di nascosto |
| per non farti capire che tremavo di paura |
| di fronte a te mi avrebbe tradito un po' di emozione |
| Qualche gesto già vissuto |
| nella storia tra di noi |
| cantavamo spesso una canzone |
| di Veronique Sanson |
| ....vuoi davvero.... vuoi davvero |
| ....vuoi davvero |
| Quante volte stessi pensieri |
| ferma dietro la casa |
| ad aspettare che tu uscissi |
| e seguirti poi di nascosto |
| per non farti capire che tremavo di paura |
| di fronte a te mi avrebbe tradito un po' di emozione |
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Giuni Russo M.Antonietta Sisini Franco Battiato |
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"Muoio d'amore per te" Intervista a Giuni Russo | ||||||||||||
| Qualcuno si ricorderà – era il 1982 – di "Un’estate al mare", una canzone così pop e così anomala, cantata da una ragazza di Palermo dalla voce straordinaria, scoperta chissà dove da Franco Battiato. Quella cantante si chiamava Giusy Romeo, in arte Giuni Russo. Da quei giorni molte cose sono cambiate, di lei molti si sono dimenticati, ma lei non si è mai arresa. Ha sempre cantato e scritto musica, percorrendo i sentieri della contaminazione musicale, tra canzonette, musica etnica e inflessioni sacre per ritornare in questi giorni sul grande palcoscenico del Festival di Sanremo. Nel frattempo però le è capitato qualcosa di importante: Giuni Russo ha fatto un incontro che l’ha segnata nel cuore, nel suo cuore appassionato di vita e di amore: ha incontrato il Carmelo. In una scura sera invernale ci ha raccontato di questo e di altre cose, lasciandoci nel cuore la sensazione di aver conosciuto una donna autenticamente innamorata del carisma carmelitano.
R: La canzonetta è una cosa simpatica e ironica che ho fatto quando ero più giovane e che rispecchia un aspetto della mia personalità che non voglio perdere. La musica che compongo oggi non è musica sacra, non vorrei essere "dissacrante". Sono semplicemente canzoni popolari che contengono citazioni di alcuni santi: questo è l’aspetto sacro contenuto in alcune delle mie canzoni. In mezzo, fra le canzonette e la musica di oggi c’è la musica di ricerca, musica con influenze di vario tipo, anche di blues, quindi è musica di confine. D: Il tuo godimento è però cantare… R: Certamente, la cosa più importante per me rimane cantare. Nel canto, dentro la parola "cantare", c’è qualcosa di sacro. Per me è comunque divertimento, soprattutto è una continua ricerca. D: Sei soddisfatta di questo ultimo tuo disco? R: Questo disco non l’ho voluto io. Mi è stato fortemente richiesto da tutti quelli che vengono ai miei concerti. Appassionati che mi seguono da tutta Italia. Quando canto a Catania incontro persone venute da Trieste, da Cremona, da Napoli. Questa gente si è alzata in piedi e me l’ha chiesto, già due anni fa. Mi sono sentita in dovere di fare questo disco. Devo ringraziare Maria Antonietta Sisini che ha sempre registrato i miei concerti. Non è un disco pensato e studiato a tavolino: abbiamo scelto alcune canzoni e le abbiamo inserite in questo "signorinaromeo-live". Ci sono brani che mi piacciono, anche se manca il brano più importante, "Moro porque non moro", il testo che rappresenta Santa Teresa e che fu il mio primo brano carmelitano, una canzone che è nata da sola dentro di me, con questo "moro porque non moro" che si ripete continuamente. Non l’ho inserito perché da questo brano desidero il massimo, potenzialmente è una canzone di successo. Nei concerti la faccio e infatti i miei fans se l’aspettavano. L’ho tolta perché voglio che la gente sappia che questa splendida canzone popolare è di Santa Teresa. D: Come ti poni rispetto ai giovani musicisti che vanno in TV?
D: Cosa rappresenta per te il carisma carmelitano e che rapporto hai con esso. R: Io non seguo nessun movimento, nel senso che mi sento d’amore carmelitana ma sono di quelle che viaggiano un po’ da sole. Questi raggruppamenti, queste cose… non fanno per me, sono in tutto così. Anche nella musica me ne sto abbastanza in disparte, anche se mantengo i contatti. Seguo il Carmelo da quando mi sono innamorata di Santa Teresa. È successo sette anni fa. Incominciai a musicare alcuni testi suoi, anche se alcuni sono "libere interpretazioni". Alcuni testi sono invece quelli originali scritti da Santa Teresa, come ad esempio la sua poesia "Nada te turbe", che canto spesso dal vivo e che ho inserito nell’ultimo disco. È da allora che mi sono avvicinata al Carmelo. Non so che cosa voglia Teresa da me, però so che quella donna dice la verità. Ho trovato in Teresa la chiave per aprire le porte. Credo di aver capito che Teresa, come lei dice, ci aiuta a conoscere Gesù. Più passa il tempo più la sento vera, amica, mi aiuta a comprendere la vita perché andando avanti, le cose poi si comprendono. Non voglio "allargarmi" troppo, non vorrei dire cose compromettenti… D: Ti senti strumento nelle mani di Dio? R: La mia guida spirituale, in un momento critico della mia carriera nel quale mi volevo ritirare, mi disse di non farlo perché quando si ha un dono lo si deve portare avanti. Con questa frase mi ha inchiodata al muro, mi ha messa nella condizione di dover soffrire molto per continuare, perché a volte è più facile smettere che continuare, perché si va contro tutti. Soprattutto è molto difficile andare avanti per una donna che vuole fare le cose che sente, le vuole fare per amore. D: Cosa rappresenta per te la preghiera? R: La preghiera è tutto, è ciò che più eleva l’uomo, è tutto. La preghiera è il ponte verso Dio.
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Giuni Russo
Roberto Calasso, Cento lettere a uno sconosciuto
Il commento di Giuni
Sto leggendo l'ultimo libro di Roberto Calasso. Consiglio Cento lettere a uno sconosciuto perchè intelligentemente induce alla lettura di altri libri.
da www.radio.rai.it
Duminica jurnata di sciroccu
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| Battiato - G. Russo | |||||
Suor Cristina DOBNER (CARMELITANA SCALZA), "VIVEVA IN UNA DIMENSIONE PURA E PURIFICATA".
"Giuni ritrovava se stessa quando cantava, sottovoce mentre creava e si lasciava andare all’ispirazione che l’avrebbe portata, o nella pienezza del suo vibrare quando, raggiunto l’esito della sua composizione, ne creava la comunicazione. La cantante, la donna, la compositrice soffriva; perché, amava ripetere, quando amo so che soffrirò ma solo soffrendo mi darò, comunicherò agli altri quel fuoco che arde in me".
Così Cristiana Dobner, carmelitana scalza, in una nota che appare su Sir on-line ricorda Giuni Russo, l’interprete palermitana morta lunedì notte nella sua abitazione milanese.
Cristiana Dobner, che conosceva Giuni Russo, parla dell’"amicizia spirituale" dell’artista con santa Teresa d’Avila: "C’era un’amicizia di fuoco, ardente, fra le due donne: sembrava che Teresa tallonasse la cantante perché dal suo dono di voce emergesse una voce capace di captare, modellare e comunicare una scintilla del suo amore per Dio e per gli uomini".
A proposito della malattia della cantante, Dobner afferma: "Non si- chiese mai: ‘Fino a quando?’, non per esorcizzare il futuro, ma per vivere il presente come un unico grande dono: il grave male, gli interventi, le chemioterapie, lasciarono intatto il dono della sua voce e lo affinarono".
Circa la partecipazione dell’artista all’edizione 2003 del festival di Sanremo, la carmelitana scalza precisa: "Le braccia tese in preghiera sul palcoscenico di Sanremo non furono un espediente pubblicitario, Giuni ormai viveva in una dimensione pura e purificata, il suo sguardo, così accattivante e ridente, godeva di una trasparenza nuova, in tutta la sua umanità che sapeva peccatrice.
Quando esplodeva in ‘Morirò d’amore per te’, quel te si sarebbe dovuto scrivere con la T maiuscola, proprio per Te: lo cantava da una terapia all’altra, mentre il suo corpo, pezzo per pezzo, veniva divorato dall’inarrestabile verme. ".
tratto da www.agenziasir.it
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