TRIBUTO A GIUNI RUSSO

Grazie Giuni Russo

 

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giovedì, 30 settembre 2004

 
POESIA PER GIUNI

LA PRIMA NOTTE

E FU SUBITO PIOGGIA
DOPO IL TUO CADERE DALLA VITA
E NON SMETTEVANO MAI DI COPRIRTI
INTERMINABILI CUCCHIAI DI TERRA PER SIGILLARE IL TUO CORPO
MENTRE NOI TUTTI STUPITI ,SPARSI E CONFUSI
CERCAVAMO CON LO SGUARDO QUALCHE DISTRAZIONE DAL CIELO
E FU LA TUA PRIMA NOTTE …..DA SOLA LAGGIU’
DIETRO QUEL CANCELLO CHE SEPARA LA VITA
E TESTARDA COME TE L’ACQUA CHE NON SMETTEVA MAI DI SCENDERE
CHE TUTTO INZUPPAVA E PENETRAVA IRRISPETTOSA
SINO AD ARRIVARE AL TUO ESILE CORPO…. NEL SUO PRIMO RIPOSO
E FU POI LAMPO E TEMPORALE RABBIOSO ….RABBIOSO DELLA TUA PRECIPITOSA SORTE!

E IL TUO CORPO CHE ANCORA MAGRO SORRIDE
CIRCONDATO DI ROSE & ROSARI SUL LETTO DI BAMBU’
E LE TUE MANI BIANCHE E SPENTE …. BIANCHE DITA
CHE ORA ASSOMIGLIANO AD ALI DI GABBIANO
E IO ADESSO QUI NEL MIO LETTO NON DORMO E VORREI CORRERE LI’
DAVANTI A QUEL CANCELLO CHE TUTTO SEPARA
VORREI ENTRARE PER METTERE UN OMBRELLO SULLA TUA TOMBA AFFINCHE’ NON TI BAGNI ……

AFFINCHE’ LA TUA SPLENDIDA VOCE NON PRENDA RAFFREDDORI O SI ABBASSI
AFFINCHE’ LA TUA ANIMA DA SEMPRE CORAGGIOSA E IMPETTITA NON ABBIA
PER LA PRIMA VOLTA PAURA O UMANO SENSO DI SOLITUDINE.
ECCO VORREI ESSERE LI’ GIUNI …..A FARTI COMPAGNIA E A RIPARARTI DALL’INSONDABILE !
MA QUESTA E’ LA VITA E QUESTA E’ LA MORTE CHE TUTTO SEPARA !
CHE CI STRAPPA ALLE NOSTRE CALDE CASE PER RIMESCOLARCI DENTRO LA NATURA
ED ECCOTI LI’ SOTTO TEMPORALE E TEMPESTA , PIOGGIA E NEBBIA….ECCOTI LI’
NELLA TUA PRIMA NOTTE DA SOLA.
DENTRO TERRA E FANGO E LA SELVAGGIA RIMESTURA DEL MONDO
AH QUANTA INGIUSTIZIA SUBITA ….QUANTI VOLEVANO TAPPARE LA TUA GOLA!
MA SI SA’ : TROPPA ARTE ,TROPPO CORAGGIO E BRAVURA
INFASTIDISCE IPOCRITI E MEDIOCRI !
LA’ SOTTO LA TERRA TI HO PENSATA : COME DONNA COME AMANTE ….
COME BAMBINA SPERDUTA…TROPPO ABITUATA AL SOLE MEDITERRANEO
PER POTER RIMANERE ORA LI’ INERME IN UN CIMITERO LOMBARDO
FRA NEBBIA E FOSCHIA


MA POI SON SICURO
SE FOSSI VENUTO QUELLA TUA PRIMA NOTTE
AL CANCELLO …. AVREI DI SICURO VISTO ALL’IMPROVVISO
UNA VOCE EVAPORARE AL DI SOPRA DELLA TERRA E DEL FANGO
UNA VOCE TRASFORMARSI IN ANIMA-GABBIANO
E OSTINATA EVAPORARE DALLA MATERIA
PER RICONQUISTARSI IL CIELO…
RIGUADAGNARSI IL VOLO VERSO LA SICILIA DELLA SUA INFANZIA
VERSO L’ ABBAGLIANTE SOLE CHE ALL’ALBA SE NE ESCE DAL MARE
COME TU ADESSO GIUNI STAI USCENDO DALLA NEBBIA E DAL FANGO
E TE NE VOLI VIA PER SEMPRE VERSO LA VERA UNICA LIBERTA’
URLANDO GIUNI….
URLANDO CON BRIVIDI-SUBLIMI DI VOCE ….
COME SOLO TU SAPEVI FARE !
IVAN CATTANEO SETTEMBRE 2004






















































Postato da: G.Capone a 15:29 | link | commenti (5)
idee

mercoledì, 29 settembre 2004

 

Nel mirino di Franco Battiato «disilluso e amareggiato» cantautore finiscono anche «le trombonate
elogiative per Giuni Russo di tanti colleghi, fatte soltanto per mettersi in
mostra. La stessa cosa che successe a Gaber. È indecente. Io parlerò di
Giuni, che dalla musica doveva avere molto di più, quando sarà il momento».





Postato da: G.Capone a 16:19 | link | commenti (2)
noi e giuni

martedì, 28 settembre 2004

È inutile dire che rimarrai sempre nel mio cuore....
Sebi.
 

Chi l'apprezzava, l'ha apprezzata sempre, Sebi. Non valgono tanto gli articoli dei giornali per gli artisti; vale la memoria e l'affetto di chi, come accadeva spesso, alla domanda "secondo te qual è una delle voci più belle della canzone italiana" rispondeva Giuni Russo. L'arte innata non muore mai.

Un abbraccio :-)*PlacidaSignora (http://placidasignora.splinder.com)

 

28 Settembre 2004 - 00:28 -
Sebi, Giuni manca terribilmente anche a me e penso che manchi anche a moltissime altre persone che come me, pur non avendola conosciuta personalmente, hanno apprezzato la sua voce e la sua musica. Le sue scelte artistiche, la carica emozionale che sapeva trasmettere, la grande tecnica vocale, affinata negli anni, rimangono ancora con noi e continuano ad essere parte di noi. Ogni persona e' unica ed irripetibile... ma lei lo era in modo molto speciale! GRAZIE GIUNI, anche io ti amo. Fabio
 

Credo che una persona di molta fede non muoia, non scompaia. La sua fede è così grande, esprime una tale propagazione di forze che può sopravvivere a qualsiasi cosa possa esserci dopo. Una persona che vive intensamente la propria vita spirituale come faceva Giuni, nella morte approda ad un'età felice di sviluppo. Chi crede ne ha assoluta certezza.
velvi

Postato da: G.Capone a 16:39 | link | commenti
noi e giuni

lunedì, 27 settembre 2004

L'addio

Alla fine dell'estate
come in un romanzo, l'eroina
visse veramente prigioniera
Con te,
dietro la finestra guardavamo
le rondini sfrecciare in alto e in verticale
ogni tanto un aquilone
nell'aria curva da obliquità
a quel tempo che lascia andare via
che lascia andare via
gli idrogeni nel mare dell'oblio
Da una crepa sulla porta
ti spiavo nella stanza
un profumo invase l'anima
e una luce prese posto
sulla cima delle palme
Con te,
dietro la finestra guardavamo
le rondini sfrecciare in alto e in verticale
lungo strade di campagna
stavamo bene
per orgoglio non dovevi
lasciarmi andare via
lasciarmi andare via
Ogni tanto un aquilone
nell'aria curva da obliquità
a quel tempo che lascia andare via
che lascia andare via
gli idrogeni nel mare dell'oblio
Quando me ne andai di casa
finsi un'allegria ridicola
dei ragazzi uscivano da scuola
dietro alla stazione
sopra una corriera
l'addio
1981

Giuni Russo Di Martino Franco Battiato

Postato da: G.Capone a 14:54 | link | commenti
testi

venerdì, 24 settembre 2004

L'attesa (ascolta)

Come stai mi chiese a un tratto

- bene grazie dissi, e tu
non c'è male, e poi distratto
guarda che acqua viene giù
....vuoi davvero.... vuoi davvero
....vuoi davvero
Quante volte stessi pensieri
ferma dietro la casa
ad aspettare che tu uscissi
e seguirti poi di nascosto
per non farti capire che tremavo di paura
di fronte a te mi avrebbe tradito un po' di emozione
Qualche gesto già vissuto
nella storia tra di noi
cantavamo spesso una canzone
di Veronique Sanson
....vuoi davvero.... vuoi davvero
....vuoi davvero
Quante volte stessi pensieri
ferma dietro la casa
ad aspettare che tu uscissi
e seguirti poi di nascosto
per non farti capire che tremavo di paura
di fronte a te mi avrebbe tradito un po' di emozione

Giuni Russo M.Antonietta Sisini Franco Battiato

Postato da: G.Capone a 16:09 | link | commenti (2)
testi

mercoledì, 22 settembre 2004

MOVIMENTO ECCLESIALE CARMELITANO

"Muoio d'amore per te"

Intervista a Giuni Russo

Qualcuno si ricorderà – era il 1982 – di "Un’estate al mare", una canzone così pop e così anomala, cantata da una ragazza di Palermo dalla voce straordinaria, scoperta chissà dove da Franco Battiato. Quella cantante si chiamava Giusy Romeo, in arte Giuni Russo. Da quei giorni molte cose sono cambiate, di lei molti si sono dimenticati, ma lei non si è mai arresa. Ha sempre cantato e scritto musica, percorrendo i sentieri della contaminazione musicale, tra canzonette, musica etnica e inflessioni sacre per ritornare in questi giorni sul grande palcoscenico del Festival di Sanremo. Nel frattempo però le è capitato qualcosa di importante: Giuni Russo ha fatto un incontro che l’ha segnata nel cuore, nel suo cuore appassionato di vita e di amore: ha incontrato il Carmelo. In una scura sera invernale ci ha raccontato di questo e di altre cose, lasciandoci nel cuore la sensazione di aver conosciuto una donna autenticamente innamorata del carisma carmelitano.

D: Ci vuoi raccontare come hai fatto ad approdare alla musica sacra partendo dalla canzonetta e passando attraverso le romanze classiche e la musica etnica?

R: La canzonetta è una cosa simpatica e ironica che ho fatto quando ero più giovane e che rispecchia un aspetto della mia personalità che non voglio perdere. La musica che compongo oggi non è musica sacra, non vorrei essere "dissacrante". Sono semplicemente canzoni popolari che contengono citazioni di alcuni santi: questo è l’aspetto sacro contenuto in alcune delle mie canzoni. In mezzo, fra le canzonette e la musica di oggi c’è la musica di ricerca, musica con influenze di vario tipo, anche di blues, quindi è musica di confine.

D: Il tuo godimento è però cantare…

R: Certamente, la cosa più importante per me rimane cantare. Nel canto, dentro la parola "cantare", c’è qualcosa di sacro. Per me è comunque divertimento, soprattutto è una continua ricerca.

D: Sei soddisfatta di questo ultimo tuo disco?

R: Questo disco non l’ho voluto io. Mi è stato fortemente richiesto da tutti quelli che vengono ai miei concerti. Appassionati che mi seguono da tutta Italia. Quando canto a Catania incontro persone venute da Trieste, da Cremona, da Napoli. Questa gente si è alzata in piedi e me l’ha chiesto, già due anni fa. Mi sono sentita in dovere di fare questo disco. Devo ringraziare Maria Antonietta Sisini che ha sempre registrato i miei concerti. Non è un disco pensato e studiato a tavolino: abbiamo scelto alcune canzoni e le abbiamo inserite in questo "signorinaromeo-live". Ci sono brani che mi piacciono, anche se manca il brano più importante, "Moro porque non moro", il testo che rappresenta Santa Teresa e che fu il mio primo brano carmelitano, una canzone che è nata da sola dentro di me, con questo "moro porque non moro" che si ripete continuamente. Non l’ho inserito perché da questo brano desidero il massimo, potenzialmente è una canzone di successo. Nei concerti la faccio e infatti i miei fans se l’aspettavano. L’ho tolta perché voglio che la gente sappia che questa splendida canzone popolare è di Santa Teresa.

D: Come ti poni rispetto ai giovani musicisti che vanno in TV?

R: Questi ragazzi mi fanno molta tenerezza perché sono sfruttati dalle varie emittenti televisive. Loro si riempiono gli spazi, non gli costa niente, sfruttando questi giovani. Non sento mai nessuno in queste trasmissioni dire una parola buona ai ragazzi, nessuno dice loro che devono essere unici, non essere l’imitazione di qualcuno, perché ognuno di noi deve essere unico. Tu chi sei? Quel poco che sai fare deve essere tuo. E poi dicono: tanto è un gioco, non ve la dovete prendere, non dovete piangere, è solo un gioco. Ma quale gioco? I ragazzi lasciano la scuola, lasciano le cose importanti per andare in televisione, ci sperano. È grave questa cosa. Qualcuno nel tempo può commettere delle sciocchezze se non ce la fa. Questi ragazzi sono convinti, una volta apparsi in televisione, di avere già raggiunto il successo. In questo caso la televisione è fonte di irradiazione malefica.

D: Cosa rappresenta per te il carisma carmelitano e che rapporto hai con esso.

R: Io non seguo nessun movimento, nel senso che mi sento d’amore carmelitana ma sono di quelle che viaggiano un po’ da sole. Questi raggruppamenti, queste cose… non fanno per me, sono in tutto così. Anche nella musica me ne sto abbastanza in disparte, anche se mantengo i contatti. Seguo il Carmelo da quando mi sono innamorata di Santa Teresa. È successo sette anni fa. Incominciai a musicare alcuni testi suoi, anche se alcuni sono "libere interpretazioni". Alcuni testi sono invece quelli originali scritti da Santa Teresa, come ad esempio la sua poesia "Nada te turbe", che canto spesso dal vivo e che ho inserito nell’ultimo disco. È da allora che mi sono avvicinata al Carmelo. Non so che cosa voglia Teresa da me, però so che quella donna dice la verità. Ho trovato in Teresa la chiave per aprire le porte. Credo di aver capito che Teresa, come lei dice, ci aiuta a conoscere Gesù. Più passa il tempo più la sento vera, amica, mi aiuta a comprendere la vita perché andando avanti, le cose poi si comprendono. Non voglio "allargarmi" troppo, non vorrei dire cose compromettenti…

D: Ti senti strumento nelle mani di Dio?

R: La mia guida spirituale, in un momento critico della mia carriera nel quale mi volevo ritirare, mi disse di non farlo perché quando si ha un dono lo si deve portare avanti. Con questa frase mi ha inchiodata al muro, mi ha messa nella condizione di dover soffrire molto per continuare, perché a volte è più facile smettere che continuare, perché si va contro tutti. Soprattutto è molto difficile andare avanti per una donna che vuole fare le cose che sente, le vuole fare per amore.

D: Cosa rappresenta per te la preghiera?

R: La preghiera è tutto, è ciò che più eleva l’uomo, è tutto. La preghiera è il ponte verso Dio.

NADA TE TURBE

Nada te turbe, nada te espante

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi

Quien à Dios tiene nada le falta A chi è vicino a Dio non manca nulla,
Solo Dios basta. Dio solo basta.
Todo se pasa, Dios non se muda Tutto passa, Dio non cambia,
La paciencia todo la alcanza. La pazienza ottiene ogni cosa

Postato da: G.Capone a 16:46 | link | commenti

Giuni Russo

Roberto Calasso, Cento lettere a uno sconosciuto

Il commento di Giuni

Sto leggendo l'ultimo libro di Roberto Calasso. Consiglio Cento lettere a uno sconosciuto perchè intelligentemente induce alla lettura di altri libri.




Postato da: G.Capone a 15:58 | link | commenti
idee

 Il Cercadischi di Giuni Russo

da www.radio.rai.it

Postato da: G.Capone a 01:22 | link | commenti

 

Aria Siciliana ( ascolta )

(G.Russo- M.A. Sisini)

Duminica jurnata di sciroccu
fora non si po' stari
pi ffari un pocu i friscu
mettu a finesra a vanedduzza
e mi vaiu a ripusari

a stissa aria
ca so putenza srogghi u mo pinseri
ah u cori vola
s'allunga pigghi forma e ti prisenti
non pozzo ripusari

u suli ora trasi dintra o mari
e fannu l'amuri
nun c'è cosa chiù granni
tu sì la vera surgenti
chi sazia i sintimenti

a stissa aria
ca so calura crisci
e mi turmenta
ah u cori vola
sintennu sbrizzi d'acqua di funtana
nto mo Jardineddu
mi piaci stari sula

a stissa aria
ca so calura crisci
e mi turmenta
ah u cori vola
sintennu sbrizzi d'acqua di funtana

nto mo Jardineddu
mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula.

 

               Battiato - G. Russo



































Postato da: G.Capone a 00:56 | link | commenti (3)

Suor Cristina DOBNER (CARMELITANA SCALZA), "VIVEVA IN UNA DIMENSIONE PURA E PURIFICATA".

"Giuni ritrovava se stessa quando cantava, sottovoce mentre creava e si lasciava andare all’ispirazione che l’avrebbe portata, o nella pienezza del suo vibrare quando, raggiunto l’esito della sua composizione, ne creava la comunicazione. La cantante, la donna, la compositrice soffriva; perché, amava ripetere, quando amo so che soffrirò ma solo soffrendo mi darò, comunicherò agli altri quel fuoco che arde in me".

Così Cristiana Dobner, carmelitana scalza, in una nota che appare su Sir on-line ricorda Giuni Russo, l’interprete palermitana morta lunedì notte nella sua abitazione milanese.

Cristiana Dobner, che conosceva Giuni Russo, parla dell’"amicizia spirituale" dell’artista con santa Teresa d’Avila: "C’era un’amicizia di fuoco, ardente, fra le due donne: sembrava che Teresa tallonasse la cantante perché dal suo dono di voce emergesse una voce capace di captare, modellare e comunicare una scintilla del suo amore per Dio e per gli uomini".

A proposito della malattia della cantante, Dobner afferma: "Non si- chiese mai: ‘Fino a quando?’, non per esorcizzare il futuro, ma per vivere il presente come un unico grande dono: il grave male, gli interventi, le chemioterapie, lasciarono intatto il dono della sua voce e lo affinarono".

Circa la partecipazione dell’artista all’edizione 2003 del festival di Sanremo, la carmelitana scalza precisa: "Le braccia tese in preghiera sul palcoscenico di Sanremo non furono un espediente pubblicitario, Giuni ormai viveva in una dimensione pura e purificata, il suo sguardo, così accattivante e ridente, godeva di una trasparenza nuova, in tutta la sua umanità che sapeva peccatrice.

Quando esplodeva in ‘Morirò d’amore per te’, quel te si sarebbe dovuto scrivere con la T maiuscola, proprio per Te: lo cantava da una terapia all’altra, mentre il suo corpo, pezzo per pezzo, veniva divorato dall’inarrestabile verme. ".


tratto da www.agenziasir.it





Postato da: G.Capone a 00:48 | link | commenti

 
 


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